La Bellezza e la Spiritualità Stampa E-mail
Scritto da Guido Gatti   

La Bellezza e la Spiritualità

1. Perché l’argomento della Bellezza
a. Quando Rèna mi ha chiesto di citarle un argomento sul quale imbastire una delle sue “conversazioni” non ho avuto la minima esitazione e d’acchito mi è arrivata “la Bellezza”. Sinceramente non so bene perché. O forse invece lo so, ora che ci penso.
b. In effetti ho sempre in mente le parole citate e ri-citate più volte del principe idiota di Dostoevskij, Miskin : “ La bellezza salverà il mondo”. 
c. E’ a queste parole, che mi stano sempre stampate nella mente , che mi sono ispirato.
d. Ci si potrebbe addentrare ora in questo contesto letterario, dove esistono varie interpretazioni della famosa frase e del termine Krosotà, la bellezza in russo, anche perché nel testo originale  la parola Mondo è Mir che sognifica anche Pace. 
e. Non devo dimenticare tutte le altre bellezze a cui sono sensibile,
i. quella femminile, che forse mi ha inspirato anch’essa, immerso nel contesto dell’Ispa insieme a tante donne affascinanti
ii. quella rappresentata dalle opere artistiche, antiche e moderne,
iii. la musica,
iv. e così via.
2. Il significato delle parole Bellezza e Spiritualità
a. Bellezza come segno  dell’imperscrutabile divino presente in tutti noi.
i. Qui  mi riallaccio alla nostra scienza che la nostra Maestra Réna ci ha insegnato con amore e dedizione.  
ii. La scoperta con la Pratica del nostro io profondo, delle energie vitali che connotano la nostra vita.
iii. Lo scoprire quanto di “divino” è presente in noi.
iv. Lo spirito, dall’ebraico ruach e dal greco anemos, deriva da vento, soffio,
1. il “soffio divino” presente in noi dalla Genesi
b. La bellezza e la Spiritualità. Cito Jaques Vilon, pittore francese:
La bellezza non si stabilisce, la bellezza si sente. La bellezza è contemporaneamente individuale, flessibile e multiforme, poiché ci tocca, a ciascuno in modo diverso, si adatta ai nostri umori, e solletica più di uno dei nostri sensi. L
a bellezza è misteriosa ed è questo mistero che ne fa l'anticamera della spiritualità.
 La spiritualità è per me di difficile accesso, e la bellezza è una mezzo efficace per tentare di giungere a una certa serenità, preludio a una forma di spiritualità. Bellezza che, attraverso il suo mistero, permette di addomesticare un mistero ancora più grande.
A questa dimensione verticale si aggiunge una dimensione orizzontale, poiché la bellezza dischiude una comunione con tutti coloro che, da vicino o da lontano, condividono questo fervore; ma anche comunione di spiriti con tutti coloro che hanno pensato, costruito, scritto, dipinto questi capolavori; che siano geniali architetti, pittori, vetrai, scrittori, musicisti, o umili lavoranti, sono andati al di là del loro mestiere, hanno elaborato il ricettacolo del mistero.

Perché tanti sforzi, tanta abnegazione solo per onorare un dio, una credenza, in un mondo di povertà e di miseria?

Una risposta possibile si trova nella ricerca quasi ossessiva degli uomini a far convergere la spiritualità e la bellezza, bellezza dei luoghi, ma anche bellezza dei testi, dei canti, delle musiche; e infine, che resta delle religioni antiche se non le loro opere d'arte?

La bellezza che si esprime nell'arte non è forse, per esigenza sua, un complemento indispensabile alla spiritualità, l'humus necessario a ogni pratica mistica per sbocciare?

L'arte non è spirituale in se stessa, e lo spirituale non è necessariamente artistico, ma hanno in comune di obbligare l'uomo a passare dal visibile all'invisibile, a meravigliarsi al di fuori di ogni razionalità, e di conseguenza, a trascendere le sue incertezze.

Se lo spirituale lega gli uomini alla trascendenza senza preoccupazioni di appartenenza, la bellezza funge da trait d'union tra l'uomo e il sacro. Essa è anche il trait d'union che lega le epoche tra loro, allo stesso modo in cui può fare la medesima cosa tra le diverse religioni.

Nelle nostre credenze, quando cerchiamo di rappresentarci l'invisibile, non possiamo immaginare un dio brutto. Dio ha tutte le qualità ed è per forza bello. Bello per me, bello per gli altri, bello in tutte le epoche, bello in tutte le religioni. Con questa premessa è normale che i templi e le chiese siano il riflesso di colui che celebrano, che i canti e le musiche siano più melodiosi possibile e che le pitture e le immagini siano testimoni del fervore umano. Allora cosa c'è di più naturale che far realizzare queste opere da artisti di genio. L'artista, con la sua capacità di sublimare la realtà, ci obbliga a entrare nel mondo dell'inesplicabile dove la meraviglia fa posto alla ragione pura.

Certamente, oggigiorno non c'è affatto l'atmosfera adatta per questa riflessione. Ma che importa, mi piace pensare che se ogni essere umano si prendesse il tempo di sedersi un'ora alla settimana in questi luoghi magici, senza parlare di ufficio o di religione, ma semplicemente per riflettere, il mondo andrebbe molto probabilmente un po' meglio.
c. Ecco che la frase del principe Miskin riprende il suo significato !!
3. Che tipo di Bellezza  apprezziamo?
a. Nella vita di tutti giorni abbiamo l’occasione di incontrare spesso la Bellezza.
i. In tutte le sue forme dalle più elevate a quelle più usuali.
ii. Basterebbe essere più attenti, magari solo nel percorso che compiamo tutti i giorni da casa al lavoro.
iii. Dovremmo avere la pazienza e la concentrazione per osservare ciò  e chi ci circonda.
1. L’armonia di un albero,
2. la linearità di una costruzione,
3. il profilo delle montagne ,
4. la luce del mattino,
5. il sorriso di un estranea,
6. l’incedere di una persona ed il suo movimento, 
b. La bellezza della natura
i. Qui non c’è bisogno di descrivere questo tipo di bellezza. Ognuno di noi la sa apprezzare in situazioni diverse.
ii. Quello che vorrei sottolineare è il fatto che la bellezza risiede non solo nei paesaggi o nei luoghi, ma anche nelle piccole cose
iii. Pensiamo ad esempio alla perfezione di una ragnatela :
1. Un essere così piccolo racchiude la capacità di costruire una ragnatela stupenda nella forma e nella resistenza
c. L’armonia della musica
i. Qui ovviamente la nostra Maestra è “Maestra” di musica.
ii. Potrebbe parlarci per ore.
iii. Io vorrei ricordare che la musica
1. è vibrazione,
2. che la vibrazione è vita,
3. che la vita è spirito:
4. Ecco  di nuovo la congiunzione tra bellezza e spiritualità
d. La bellezza delle espressioni  artistiche
i. Anche qui mi sembra quasi superfluo citare
e. La bellezza nelle religioni
i. Le opere d’arte
1. L’impressionante grandiosità della Storia della Genesi di Michelangelo nella Cappella Sistina è qualcosa di indescrivibile in termini di Bellezza
a. Quel tocco non dato che fa accapponare la pelle osservando il momento che l’artista ci ha voluto comunicare
2. Qui l’opera d’arte può essere spiegata solo con la descrizione delle emozioni che colgono il nostro spirito
ii. La semplicità
1. La bellezza di un refettorio spoglio di ogni orpello in un monastero
2. Anche qui si lega la bellezza alla spiritualità del luogo dove si coltivano la preghiera e la concentrazione
iii. La sublimazione
1. 
4. Che tipo di Spiritualità viviamo
a. I sentimenti
b. I pensieri
c. la consapevolezza
d. la meditazione
e. …
5. La Bellezza della Spiritualità
a. La spiritualità rappresenta l’essenza sublime dei nostri esseri.
b. La loro bellezza assoluta, direi quasi la perfezione!
6. La Spiritualità della Bellezza
a. La Bellezza è l’espressione di una creazione, di una forma esteriore che suscita emozioni, ammirazione, estasi.
b. La bellezza è la rappresentazione della nostra spiritualità !

 

Guido Gatti